Un tempo si trovavano sugli stand dei motor show, oggi affollano i piazzali delle macchine usate.  Di Chris Chilton

1- Ford Streetka: Quando Ford lanciò la StreetKa, si appoggiò alla piccola principessa del pop Kylie Minogue per pubblicizzarla al grande pubblico. Sono passati 14 anni, Kylie è sulla soglia dei 50 e la maggior parte delle StreetKa sono finite in demolizione. Ma se riuscite a trovarne una, potreste portarvi a casa il prodotto del design di Pininfarina spendendo relativamente poco.

2- Mercedes SLK: Ha un telaio talmente rozzo che riuscirebbe a farci sembrare esaltante guidare un’auto autonoma, e tutta la marea di coupé che sono arrivate dopo di lei hanno offuscato il fascino del suo tetto rigido ripieghevole. Ma alla fine resta una vettura ben equipaggiata e con charme.

3- Mercedes CLASSE A: Dimensioni da supermini, spazio interno di una berlina e decoro dell’abitacolo in stile saloon del vecchio West; tutto alla faccia di un maledettissimo ed ostinatissimo test dell’Alce. Trazione anteriore, look da MPV ed intelligente pianale a sandwich: radicale!

4- Audi A2: È rimasta fedele al concept AI2 pur riuscendo ad avere un look fresco, ma purtroppo gli alti costi dei pezzi di ricambio, l’hanno resa più difficile da tenere su strada di una TVR da 700 cv con bucce di banana imburrate al posto degli pneumatici.

5- VW Beetle: La reinterpretazione di J Mays della cara vecchia Beetle è stata una boccata d’aria fresca (con questo non intendiamo che era raffreddata ad aria) quando riapparì come concept nel 1994. Andiamo avanti nel tempo di 20 anni e ritroviamo che, metaforicamente parlando, il vaso dov’era germinata la vettura è diventato una massa informe di fango e letame, i fiori sono marciti e le povere Beetle sono tutte a un passo dallo sfascio.

6- Citroën Pluriel: Fin troppo fedele al concept: la Pluriel aveva lo stesso look del prototipo C3-Air, ma ne aveva anche la stessa qualità costruttiva, visto che aveva la maneggevolezza della prima edizione della Bibbia e bastava sfiorarla che iniziava a perdere pezzi disintegrandosi. È stata trasformata in hatch, coupé, cabrio ed addirittura pick-up. Oggi la si trova principalmente in forma di scassone semovente.

7- Peugeot 206 CC: La prima a copiare il tetto rigido della SLK, la CC è stata mostrata in anteprima dal concept Two-oh-Heart del 1998.  Con un tasto si poteva far ripiegare il tetto nel bagagliaio, trasformando allo stesso tempo la supermini in un solarium su ruote, ed il bagagliaio in un cassetto portagioie.

8- Chrysler PT Cruiser: Un mix fra grugno di bulldog, meccaniche Neon e stile da Prowler hot-rod che funzionava piuttosto bene. Il fatto poi che la PT Cruiser alla fine sembrava il cappello di Miss Marple, però, ci spiega come mai oggi quel nome ci ricorda solo una canzone.

9- Mini: Tappetini integri, niente ruggine e vano motore perfetto? Magari. Le nuove Mini non sono più come quelle di una volta, ma quelle di una volta ormai sono a un passo dallo sfascia carrozze. Non sono proprio fatte per reggere il peso degli anni. Chiusure centralizzate difettose, pompe del servosterzo che si spappolano e concerti suonati dagli scricchiolii della carrozzeria.

10- Porsche Boxster: Ok, forse costa ancora troppo per essere considerata una vettura prossima al pensionamento. Le Boxster originali da 2.5 litri non erano né belle né si guidavano bene come il concept originale del 1993, ma alla fin fine stiamo parlando di un’auto sportiva a motore centrale col marchio Porsche che costa quanto una Tata Nano.

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