C3 Aircross vs Kona

COMPACT SUV. Un termine che oggi è sulla bocca di tutti. Li vediamo ovunque, le nostre strade ne sono affollate e attualmente fanno parte del segmento più attivo del mercato. Del mercato mondiale, ovvio. Non è un caso che i SUV di medie dimensioni abbiano registrato questo boom, sono pratici, alla moda, spaziosi e spesso consumano meno di quanto ci si aspetterebbe. Metteteci un assetto rialzato per dimostrare che possono addirittura accompagnarvi nelle vostre gite fuori-porta-fuori-strada, ed ecco che l’affare sembra così evidente che risulta quasi impossibile resistere. A questo punto, però, sorge il problema. Aprite un giornale di auto – il nostro, ovviamente – o andate su internet e cercate random notizie sulle novità del mondo automobilistico, e al 99% troverete almeno una notizia che parla di SUV, molto probabilmente di compact SUV. Questo perché ad oggi praticamente ogni singola casa automobilistica con un minimo di raziocinio, ma anche le più sconosciute o le ultime arrivate, hanno almeno una proposta di questo segmento nelle loro file. Almeno, perché in alcuni casi, non pochi, ce ne sono tre, quattro…

Quale scegliere, allora? Perché preferirne una piuttosto che un’altra? Ci si deve basare semplicemente sul design, assumendo che la tecnologia ormai abbia fatto passi da gigante ponendo ogni singolo SUV sullo stesso piano quando si parla di consumi, costi di gestione, sistemi di assistenza alla guida, infotainment? Bisogna guardare alla praticità? Allo spazio per i bagagli? È ovviamente tutto troppo personale per consigliare un metro di giudizio piuttosto che un altro, ma noi, se dovessimo scegliere, probabilmente ci orienteremmo su una delle due protagoniste di questo articolo. Sono tra le ultime arrivate, e se da una parte c’è una storia di avanguardia stilistica, tecnologia avanzata, comunicazione azzeccata e praticità nel quotidiano ormai consolidata, dall’altra c’è un Brand che si sta rilanciando negli ultimi anni, che ha fatto un salto di qualità enorme rispetto alla produzione di una decade fa in termini di appeal, brand image e credibilità. Immagino abbiate capito – dal momento che probabilmente avrete già visto le foto – che stiamo parlando della Citroën C3 Aircross, sorella maggiore della fortunatissima C3 e già vincitrice di innumerevoli premi e riconoscimenti internazionali; e della Hyundai Kona, l’auto che ha inaugurato il nuovo linguaggio stilistico della casa coreana prefigurando i futuri modelli con un look decisamente più affilato. Bene, iniziamo.

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DA FUORI

Se dovessimo basarci esclusivamente su quante persone si sono girate a guardare l’una o l’altra, la Kona vincerebbe senza dubbio a mani basse. È innegabile che il design della coreana sia decisamente più catchy, con quel cofano affusolato, i sottili fari a LED, la coda tronca, ma ovviamente dobbiamo approfondire. Entrambe sono lunghe poco meno di 4 metri e 20 e alte 180 centimetri o giù di lì, ma l’approccio alle volumetrie è completamente diverso. La Kona sembra decisamente più larga, è più filante e sembra rivolgersi ad un pubblico più giovane rispetto a quello della C3, che si sviluppa maggiormente in verticale e strizza l’occhio al mondo delle famiglie, seppur magari a quelle appena formate, quindi giovani. Fari a LED finissimi per entrambe, ci sono; dettagli che suggeriscono una certa quantità di doti fuoristradistiche, ci sono; grandi cerchi in lega per farvi credere che siano delle sportive, ci sono. Colorazioni appariscenti? Volendo ci sono su entrambe, ovviamente. Ma è la Hyundai che propone le linee più vistose, con un frontale scolpito che veramente non sfigurerebbe su una sportiva coreana e non, mentre la battaglia del posteriore è vinta dalla C3, con un design più pulito che non tende ad esasperare la larghezza dell’auto come sulla rivale, risultando più omogeneo e più gradevole alla vista. Dalla sua, la C3 può vantare una miglior coerenza con le radici del DNA SUV, sottintendendo una non trascurabile praticità. Giudizio popolare? Il primo round è della Kona, ma a punti, non per K.O. tecnico.

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DA DENTRO

Se da fuori le differenze erano piuttosto evidenti, lo stesso non vale per gli interni, almeno sulle nostre due auto di prova. Nell’ambiente interno di entrambe regna il nero, ma le possibilità di personalizzazione sono numerose, specialmente sulla francese. Nella vita di tutti i giorni trovo più pratica la disposizione dei comandi della C3, con lo schermo touch del sistema di infotainment incastonato al centro della plancia piuttosto che semi-flottante come sulla Kona. Per comodità, invece, preferisco la scelta di Hyundai di lasciare separati dal controllo touch i comandi della climatizzazione.

A livello di abitabilità le due si equivalgono, offrendo uno spazio veramente generoso tanto nella parte anteriore quanto al posteriore, ospitando comodamente 2 passeggeri molto corpulenti o 3 di dimensioni normali. Anche i più alti non avranno problemi, specialmente sulla Aircross, che grazie alla linea del tetto meno spiovente può vantare una maggior quantità di aria tra le doppie punte dei vostri amici e il rivestimento interno del tetto.

Entrambe hanno un sistema di navigazione di ultima generazione, sono compatibili con il vostro Smartphone attraverso i principali protocolli per Apple e Android, hanno un volante multifunzione da cui comandare il Cruise control e i media, e nella vita di tutti i giorni non vi faranno mai rimpiangere di non aver scelto qualcosa di più grande. Sono esattamente come dovrebbero essere. Pratiche, comode, e senza particolari eccessi.

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DAL SEDILE DI GUIDA

Non ho intenzione di elencarvi tutti i sistemi di assistenza alla guida di cui sono dotate le protagoniste della nostra prova. E credo che voi non abbiate alcuna voglia di saperli tutti. Vi basterà sapere che hanno praticamente ogni cosa vi possa venire in mente, quindi perché sbattersi? Parlando di comportamento alla guida le differenze si fanno più marcate, specialmente nell’utilizzo quotidiano. Dividendomi equamente tra le due nei giorni in cui le ho avute a disposizione contemporaneamente, ho potuto apprezzare le varie sfaccettature delle dinamiche di questi SUV compatti. Nonostante le linee suggeriscano il contrario, su strada è la C3 Aircross quella che si guida meglio. E non di poco. Con questo non voglio dire che la Kona abbia pecche particolari, quanto piuttosto sottolineare l’ottimo lavoro dei francesi nel nascondere peso, volumetrie apparentemente contro la fisica e tutto il resto. La Aircross si guida esattamente come una normale C3, le differenze sono così sottili che difficilmente ve ne accorgerete su una strada tortuosa, figuriamoci quando sarete incolonnati nel traffico a 10 km/h. È precisa, reattiva, con uno sterzo che veramente non mi sarei mai aspettato così diretto, ed è oltremodo composta nei movimenti laterali. Certo, quando ci si dà dentro la coda più pesante si fa sentire, ma meno di quanto possiate credere. Molto meno. La Kona è più neutra, comunicativa sì, ma non eccessivamente. Fa il suo dovere in modo egregio, ma non trasmette particolari emozioni, mentre in città è irreprensibile, se non fosse per un certo nervosismo sulle imperfezioni più accentuate, che si traduce in reazioni secche che potrebbero compromettere il vostro (fino a lì) imperturbabile tran tran quotidiano.

Ma in SUV dovrebbero poter andare anche fuori strada, non è vero? Verissimo, e in questo caso entrambe fanno più di quanto dovrebbero. O per dirla con parole diverse, possono fare molto più di quanto effettivamente non faranno nelle mani dell’acquirente medio, che non vede una strada senza asfalto neanche col binocolo. L’Aircross sfrutta una magia tecnologica per mimare un’efficientissima trazione integrale. Il Grip control permette di impostare diverse strategie di funzionamento dei sistemi di controllo di trazione e stabilità per garantire la massima motricità su qualsiasi tipo di fondo, mentre la Kona è una delle poche nel segmento ad offrire anche una variante a trazione integrale, che purtroppo verrà scelta da pochi visto l’innalzamento dei costi e, soprattutto, dei consumi che ne deriva. Ma comunque le nostre star digeriscono ad occhi chiusi gli sterrati più leggeri, e se anche non si troveranno mai a doverlo effettivamente dimostrare, è bello sapere che possono farlo.

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Come potete immaginare è praticamente impossibile stabilire quale delle due sia da preferire. Hanno qualità simili e per la vita quotidiana potete buttarvi indifferentemente ad occhi chiusi sull’una o sull’altra. Dovendo scegliere, opterei per la Kona solo se l’aspetto estetico fosse il mio unico parametro. Ma non è così, e in fin dei conti seppur meno attraente e alla moda, la C3 Aircross è comunque simpatica, moderna, spaziosa e a conti fatti si guida meglio. E anche se non riesco proprio a capire perché mai quelli di Citroën abbiano deciso di non aggiungere gli Airbump della C4 Cactus e della C3 sulle fiancate (dettaglio che a mio avviso sarebbe stato proprio la ciliegina sulla torta, ma “volevano differenziare i prodotti”), la mia preferenza va a lei. Ma non è una vittoria schiacciante, la Kona è una rivale più che degna e merita la vostra attenzione, specialmente se tenete parecchio all’aspetto estetico. Perché da quel punto di vista, effettivamente, ha tanto da dire. Tantissimo.

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A proposito dell'autore

Riccardo Cacace

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