Bugatti Divo

Aver alzato il sipario sulla Divo al The Quail – un evento che si svolge alla Monterey Car Week che privilegia la storia ed il pedigree delle auto – non è stata certo una coincidenza. Dopotutto, la nuova Hypercar di Bugatti continua il pedigree dell’ormai già leggendaria Chiron, e ha ricevuto il nome dal pilota di Bugatti degli anni ’20, Albert Divo. In realtà però apre la strada a nuovi orizzonti del marchio francese, focalizzandosi intenzionalmente sulle dinamiche di guida piuttosto che sulla velocità massima. Costa 5 milioni di Euro e verrà prodotta in tiratura limitata a 40 unità. Si tratta anche del primo capitolo del nuovo boss di Bugatti, Stephan Winkelmann, condottiero in passato già di Lamborghini e Audi Sport. “Vogliamo alzare l’asticella di qualità e penso che la Divo riesca ad ottenere risultati che nessuno ha mai raggiunto prima”, afferma Winkelmann. Le telecamere sono puntate su Winkelmann mentre svela la prima Bugatti realizzata sotto la sua presidenza, e non appena gli occhi dei presenti si posano sulla Divo, l’area si riempie di applausi e di rumore di scatti di fotocamere. Più tardi ci viene rivelato che, per Winkelmann, si è trattato di un test importantissimo. “Non abbiamo fatto nessun test con i nostri clienti; eravamo sicuri che loro avrebbero apprezzato. Abbiamo però voluto mettere alla prova la reazione del pubblico” continua Winkelmann in un’intervista per CAR in un hotel a Cannery Row.

“Il 99,9% [delle persone] non potrà mai permettersi un’auto del genere, visto che ci riferiamo ad una cerchia piuttosto ristretta di mercato, ma è anche importante ricevere feedback dagli appassionati”.

11_Bugatti-Divo_headlight

Gli obiettivi curvano

La Divo condivide la piattaforma con la Chiron e la Chiron Sport, ma si tratta di una bestia completamente diversa, si tratta infatti del vincitore della tortuosa Targa Florio del 1928 e 1929. “Quando ho ottenuto l’incarico volevo fare qualcosa di speciale” Prosegue Winkelmann, ma quando si è già i re della velocità in rettilineo, cos’altro puoi fare? Per Bugatti, la risposta è stata semplice: insegnare alle loro auto come si fanno le curve.

Gli ingegneri di Bugatti hanno reso le sospensioni più rigide e lo sterzo più reattivo, hanno inoltre ottimizzato le impostazioni della campanatura per un comportamento migliore in curva.

17_Bugatti-Divo_driver

Bugatti, sempre più Bugatti

Per Winkelmann, la Divo doveva essere immediatamente riconoscibile come una Bugatti. Ha citato la griglia a ferro di cavallo, la linea centrale della Atlantic degli anni ’30 e la cresta familiare che scorre lungo i finestrini generando l’effetto tradizionale di tre elementi del design. “Non vuole mostrarsi con linee pazze, vuole risultare facilmente riconoscibile e lo fa con un design calmo e fluente” afferma Winkelmann. Ovviamente troviamo anche un’attenzione maggiore alle prestazioni aerodinamiche, in modo da complementare le nuove tendenze curvacee della Divo. Guardandola da davanti, la nuova Hypercar di Bugatti sembra una Chiron che è stata scalpellata ulteriormente dallo scultore; ci troviamo pieghe, creste ed incisioni sviluppate per migliorare il raffreddamento e canalizzare l’aria nel modo più efficace possibile. Un nuovo splitter anteriore indirizza l’aria nel sistema di raffreddamento della Divo, mentre delle feritoie integrate nei fari inediti dirigono il flusso agli alettoni anteriori. La linea del tetto sembra squagliarsi gradualmente verso l’interno, creando un nuovo canale per l’aria; anche al posteriore aumentano le linee atte alla manipolazione dell’aere.

Un enorme spoiler posteriore modificato, lungo 1,83 metri – il 23% più lungo di quello della Chiron – si erge sugli scarichi a mo’ di organo; anche il diffusore posteriore si è ingrandito. In tutto, il nuovo pacchetto aerodinamico, sulla carta, genera 456kg di deportanza – 90kg in più della Chiron.

Leggi l’articolo completo sul numero 104

CAR lo trovi IN TUTTE LE EDICOLE della tua città e in edizione digitale su pocketmags.com

07_Bugatti-Divo_Side

 

A proposito dell'autore

Redazione

Post correlati