Tic-tac-tic-tac…il fastidioso tintinnio di lancette finalmente si è fermato. Da mesi non si faceva altro che attendere questo giorno, quello in cui Bugatti presentava il suo nuovo missile terra terra.Il nome Chiron non è una novità, già da tanto si sapeva il nome dell’erede della Veyron, quello che mancava era tutto il resto. C’è da ammettere che parte dell’attesa è stata rovinata dalle foto e dati rilasciate ancor prima della Volkswagen Group Night, ma sappiamo come consolarci.

A prima vista non si può che dar ragione agli ingegneri Bugatti che, il giorno della presentazione della Vision GT, ci parlavano della familiarità delle linee della Chiron con il concept, tant’è…L’anteriore resta riconoscibile, così come le linee laterali, è il posteriore a subire una cura “innovativa”, con un fascione a led che taglia in due la macchina. E’ innegabile il salto in avanti fatto sotto il profilo del design da Bugatti, capace di sviluppare un’auto che sembra più un’astronave. Ma andiamo a parlare di qualche numero.

1.500 i cavalli disponibili, con una coppia di 1.600 Nm, dati che quasi non spaventano pensando a quelli della Veyron. Per tirare fuori ancora più potenza dal W 16 8.0 litri quadriturbo è stato rivisto completamente, adottando turbine maggiorate a doppio stadio, un sistema di aspirazione in carbonio e doppio sistema di iniezione a 32 iniettori. Tutta questa potenza viene sputata fuori da un doppio scarico centrale, misura circa sei volte quello di un’auto “normale”, porta benefici non solo sotto il profilo del peso, ma anche quello delle prestazioni, evitando una fastidiosa contropressione.

Certo c’è una crescita importante, ma parliamoci chiaramente, quando si tratta di astronavi sono queste le potenze che ci si aspetta. I dati che fanno riflettere sono altri…tipo i 420 km/h di velocità massima auto limitati, i 500 km/h di tachimetro ed i 300 km/h raggiungibili in poco meno di 14 secondi.Per poter gestire al meglio la vettura a queste velocità stellari tanto lavoro è stato svolto sotto il profilo dello sviluppo aerodinamico. Alettone posteriore a quattro possibili incidenze, sviluppo di un frontale completamente rivisitato, studio dei flussi per migliorare il più possibile il raffreddamento delle parti meccaniche, sono solo parte dei dettagli studiati dagli ingegneri per rendere quest’auto un vero missile.

Saranno solo 500 gli esemplari disponibili (peccato stavamo pensando di prenderne una aziendale), un terzo dei quali già prenotati da un numero selezionato di clienti, 2.4 i milioni di Euro che vi verranno richiesti per poterne parcheggiare una nel vostro hangar..pardon…garage.

 

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Giuseppe Gomes

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