BMW M8

Se con la Serie 6, BMW non ha dato altre impressioni se non di aver fatto un prodotto di nicchia (colpa dell’enorme e grassoccio telaio), non correrà rischi con la nuova Serie 8. Entro pochi mesi dalla presentazione del prototipo, una nuova auto da corsa GTE ha fatto il suo debutto sul circuito di Daytona, con una spettacolare livrea vagamente ispirata alla CSL della divisione M al punto da far piangere la vecchia guardia di gioia, e abbiamo anche la conferma che non ci sarà una sola M della Serie 8, bensì ci sarà una famiglia di M8: coupé, decappottabile e una versione coupé quattro porte per dare il colpo di grazia agli indecisi fans della Panamera. Piuttosto che entrare nella stanza senza farsi notare, come la Serie 6, questa nuova Serie 8 fa un’entrata in scena spettacolare, fregandosene dei buttafuori e saltando dietro il bancone per diventare l’anima della festa. E tutto questo lo fa nuda.

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In questo momento, la M8 Gran Coupé è ancora un prototipo. Con ogni probabilità, comunque, le deliziose finiture in metallo non cambieranno, mantenendo l’ottimo aspetto; deciso ed elegante nonostante il conflitto intrinseco dell’essere una coupé con quattro porte. E conflitto o meno, queste sono le auto a cui gli acquirenti benestanti aspirano. Sono estroverse, quasi fiammeggianti. Con uno stile dinamico ma distinto. Ti fanno girare la testa ma rimangono abbastanza funzionali da poter essere ancora auto familiari. Sono più prestigiose di una normale quattro porte ma più pratiche di una due porte con quattro posti – avete mai provato a salire sui sedili posteriori di una RS5? Costosi e potenti, questi ultimi dei Mohicani – la M8, la nuova AMG GT 4 porte , e colei che ha definito il genere, la Porsche Panamera – avranno come obiettivo quello di catturare il cuore degli amanti della benzina. In particolare questa: con la sua silhouette slanciata, lo spettacolare motore V8 dell’M5 che compie undici anni e la promessa di poter avere il meglio fra una velocità disarmante e abbondanti derapate grazie all’uso dell’iDrive.

L’M8 è il frutto dell’opera di Domagoj Dukec – DD per gli amici. Il croato è veterano della BMW da ben otto anni, e recentemente è stato incaricato di seguire i cruciali (per molti motivi) sotto marchi i ed M. Se dovesse parlare del suo lavoro ne uscirebbe una descrizione insolita ed insensata – potete facilmente immaginare il paradosso che c’è nel trattare contemporaneamente macchine snelle e futuristiche come le EV e auto grosse e performanti con motori V8 – eppure ha molto più senso parlare del suo lavoro se lo si interpreta come la ricerca insaziabile del superare i limiti piuttosto che rispettare le preoccupazioni dei grandi venditori; ovvero raggiungere l’assoluta efficienza senza alcuna limitazione.

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“Le auto della divisione M parlano un altro linguaggio del corpo” dice DD “Mostrano parti allungate o rigonfiamenti, se serve a migliorare le performance. E, ovviamente, corrono su ruote più larghe e hanno una altezza da terra molto bassa – le loro proporzioni sono ancora più emotive delle auto da cui sono ispirate”. Tra i dettagli del nuovo prototipo che catturano l’attenzione abbiamo finiture in metallo rosato galvanizzato e il cangiante colore Salève Vert (di cui Peter Wheeler sarebbe stato fiero) che sembra un verde metallico in grado di cambiare in blu a seconda dell’angolo da cui lo si osserva. In più, ci sono luci a LED gialle a forma di U per i fari anteriori, che sembrano perfette per un’auto del mercato commerciale come la Citroën DS, ma del 1975. “Quest’auto pone le basi per un nuovo tipo di lusso orientato alle prestazioni” insiste Dukec “Il caldo delle lampade dei fari anteriori è in antitesi coi freddi e bianchi LED e la loro pungente ed intensissima luce blu. La pittura in ChromaFlair dimostra cosa è in grado di fare la nostra divisione Individual. E il brillante lavoro (che poi non è più così brillante) di nascondere palesi elementi decorativi implica grandi doti nel mestiere. Ogni piccolo dettaglio di quest’auto è una scultura, un oggetto 3D, un incompreso pezzo di bigiotteria”.

La squadra di Dukec ha lavorato con ammirevole dedizione per raggiungere l’eleganza. “Abbiamo reso parte del portellone la strana parte posteriore di Hofmeister per eliminare quello sgraziato pannello sul montante C” afferma, “Inoltre abbiamo portato il cofano il più avanti possibile, oltre i fari, ed abbiamo creato un posteriore che sembra così muscoloso da essere in grado di creare tutta la deportanza che l’ingegneria è in grado di produrre”.

Arriverà a Luglio 2019, la Serie 8 Gran Coupé – nota internamente come G16 – seguendo le orme della Serie 8 Coupé e decappottabile, e sarà inserita al di sopra della Serie 7. Entrambi i coupé verranno proposti in versione M8, spinti da un motore V8 biturbo dell’M5 da 650 cv; un propulsore grintoso e spettacolare in piena linea con i motori mostruosi della casa di Monaco. L’unicità dell’M8 consisterà nelle tre prese dell’aria anteriori posizionate in basso e la carreggiata più larga sia sull’anteriore che sul posteriore. Godrà inoltre di ammortizzatori, parafanghi e dettagli di carrozzeria unici. Gli accattivanti ma altrettanto aerodinamicamente inefficienti cerchioni dal peso ridotto verranno coperti da gomme con diametro di 21 pollici.

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