BMW 630d GT

DOVETE AMMETTERLO. Anche a voi sarà successo di storcere il naso alla vista delle vecchie BMW Serie 5 GT, o Gran Turismo che dir si voglia. Quel posteriore così pesante, anche visivamente, quelle linee così sgraziate, un mix di buoni propositi di certo riuscito ma forse non perfettamente amalgamato. Quelle auto erano l’emblema del design piegatosi davanti alle ragioni dell’utilità, e per quanto abbiano fatto registrare anche numeri piuttosto importanti nelle vendite a livello globale, sfido chiunque a dire che fossero modelli sexy come il resto della gamma BMW.

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Beh, fortunatamente per voi, e per me, la situazione è cambiata drasticamente con l’arrivo della più recente Serie 6 GT, svelata al pubblico in occasione del Salone Internazionale dell’Automobile di Francoforte lo scorso settembre e lanciata sul mercato due mesi più tardi. Siamo a cavallo tra l’Emilia Romagna e la Lombardia, un teatro perfetto per saggiare le qualità della 6 GT nelle varie ambientazioni in cui verrà sfruttata dalla maggior parte dei futuri clienti, autostrada, strade secondarie e qualche passaggio cittadino. La prima impressione è sicuramente quella di un’auto veramente migliorata, esteticamente. Più grintosa e filante grazie all’anteriore ridisegnato, con le cornici dei proiettori LED – di serie – protese fino all’iconico doppio rene BMW. Nella vista laterale, invece, gli elementi che balzano all’occhio sono di certo il cofano motore allungato, l’abitacolo spostato verso il posteriore, il generoso passo e la totale assenza di cornici in una fiancata animata da volumetrie complesse che si raccordano alla coda abbassata di 64mm per riprendere gli stilemi classici di una coupé. Avete letto bene, la Serie 6 GT unisce elementi visivi delle berline, delle station e anche delle coupé, ma mentre il suo predecessore lo faceva non senza qualche visibile fatica, l’ultima arrivata risulta decisamente più coerente nel suo proporsi come modello rivolto principalmente a businessmen e chiunque voglia coniugare eleganza e praticità per la vita di tutti i giorni.

Il generoso spazio a disposizione per i passeggeri va a braccetto con un interno rifinito fino al più piccolo dettaglio con la classica maestra tedesca. Soffici pellami ricoprono la plancia, incentrata sul display da 10,25 pollici del sistema di infotainment iDrive con Touch Controller, le sedute avvolgenti, il volante multifunzione e i pannelli porta. Il cockpit orientato verso il guidatore e la posizione di guida leggermente rialzata aumentano l’ergonomia ed il senso di sicurezza, in un ambiente tecnologico ma al tempo stesso moderno e di qualità. Nonostante la linea del tetto spiovente, e più bassa rispetto al modello precedente, c’è ora più spazio anche nel divanetto posteriore, mentre la silhouette esterna rivista nelle dimensioni con un aumento di 87 mm in lunghezza ha permesso di aumentare anche la capacità del bagagliaio, che guadagna 110 litri per un totale di 610 con le sedute in posizione, che diventano 1.800 una volta abbattuto il divanetto posteriore frazionabile nel rapporto 40:20:40.

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I motori disponibili al lancio sono tutti sei cilindri, equipaggiati di tecnologia TwinPower Turbo ed accoppiati, di serie, ad un cambio Steptronic ad 8 rapporti. Per i benzina troviamo la performante 640i da 340 cv disponibile anche nella variante xDrive a trazione integrale, mentre i diesel al momento si incentrano sulla 630d da 249 o 265 cv ed un consumo combinato di 18,8 km/l cui corrispondono emissioni di CO2 di 139 g/km; e nella 640d da 320 cv.

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Riccardo Cacace

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