MARBELLA, SPAGNA. “La guideresti in modo altrettanto folle anche se fosse tua?” Wolfgang Dürheimer, boss di Bentley, non sembra essere particolarmente divertito. Ci siamo fermati per un caffè, e quello che lo infastidisce, al momento, è l’odore del fumo sprigionato dai quattro freni. “Va bene, portala fino al prossimo paesino, poi torniamo indietro per un giro di raffreddamento”. Sissignore!

In poco tempo i freni iniziano a riprendersi, ma non c’è fumo senza fuoco, ed in questo caso l’incendio è stato causato dal peso a secco di 2.422kg della Bentayga, accoppiato all’immensa spinta fornita dall’ultima versione del W12 6.0 litri di Bentley. Perché la scelta dei freni in acciaio? “Perché quelli in carboceramica non sono ancora pronti,” ammette l’ingegnere Rolf Frech. Quindi il primo SUV di Bentley metterà a dura prova i suoi freni, ma forse quest’apparente falla è in realtà una vittoria. Dopotutto, avere tutti e quattro i dischi ancora fumanti, è un segno che il pilota si è divertito veramente tanto, no?

Da pilota, posso veramente considerarmi soddisfatto, anche se la corsa del pedale del freno ha iniziato pericolosamente ad avvicinarsi al suo limite, col morso inizialmente deciso che piano piano comincia a perdere la sua ferocia, viste le volte che l’ho strapazzato per correggere un’entrata troppo aggressiva in curva. L’atteggiamento benigno della vettura quando arriva al limite è dovuto ad un sistema attivo del controllo del corpo, BDR (Bentley Dynamic Ride). Parola a Frech: “A differenza della maggior parte dei sistemi idraulici, il BDR è azionato da un motore elettrico capace di rispondere in modo ben più rapido. Visto che ha bisogno di una cospicua porzione di energia, la Bentayga sfrutta un sistema elettrico a 48volt. Tutto ciò si va a sommare alle sospensioni pneumatiche ed agli ammortizzatori regolabili, che insieme alle barre anti rollio elettro-meccaniche riescono a fornire un controllo al top della categoria”.

Per top della categoria intendono meglio della Porsche Cayenne Turbo S e della BMW X6M, e nonostante abbia una linea che ricorda una cattedrale ed è dotata di proporzioni enormi con dettagli che mia nonna adorerebbe, la Bentayga riesce ad essere anche un’auto bella da guidare, veloce ed entusiasmante. In curva è abile e non ha eccessivo rollio, sottosterzo o un posteriore che va dove gli pare. Pur guidandola mettendo a dura prova l’aderenza, questo peso massimo riesce a restare stabile, composto ed attento. Nonostante tutto, l’assetto è superbo, forse solo l’ultima Audi Q7 riesce a fare di meglio. Com’è possibile? Innanzitutto, per poter raggiungere i 301km/h ci vogliono pneumatici con fianchi rinforzati e sospensioni rigide tarate appositamente per un’alta stabilità. Quindi il sistema BDR è l’arma segreta della Bentayga, come conferma il fatto che quando un bug del software disattiva momentaneamente il sistema, il crossover si trasforma in un colosso. In ogni caso, lo sterzo si comporta sempre bene: lineare, preciso e diretto. È vero che ci sono tanti altri SUV che riescono a comportarsi bene come la Bentley su un rettilineo, ma perdono tutti la loro compostezza quando li portiamo al massimo delle loro capacità. Sorprendentemente, la Bentayga, riesce a fare notevolmente meglio. Altra cosa notevole è il prezzo, 200.000 Euro senza alcun optional. Vi ci vorranno circa 6.000 Euro al cambio per l’All-terrain Specification (che include il Responsive Off-Road Control, le telecamere superiori e la protezione sotto scocca), 5.000 per il City Specification (park assist, segnale di avvertimento dei pedoni, sistema di avvertimento del pericolo del traffico posteriore e riconoscimento dei segnali stradali) e 8.000 per il Touring Specification completo di cruise control adattivo, head-up display, visione notturna e l’avviso di cambio corsia. Insomma, ci vuole poco per arrivare a qualcosa come 70.000 Euro in optionals. Tutto questo prima ancora di iniziare a scegliere cose “fondamentali” come il set per il picnic, le rifiniture in fibra di carbonio ed il kit di cromature anodizzate che conferisce alla Bentayga un look da batmobile. Se non badate a spese, ordinando una verniciatura speciale, interni in pelle e l’impianto audio di prima categoria, e in totale il prezzo schizzerà a 310.000 Euro.

In futuro dovrebbe arrivare una versione meno costosa della Bentayga con un V8 (benzina, diesel ed anche ibrido plug-in), ma per adesso l’unica motorizzazione disponibile è questo W12 6.0 litri re-ingegnerizzato, dotato di un sistema che disattiva i cilindri, iniezione diretta ed indiretta ed un sistema start-stop che spegne il motore prima ancora che il mezzo si fermi. Il consumo scende del’11,9% toccando (teoricamente) quota 7,6 km/l, mentre la coppia sale fino a 900 Nm (a disposizione già dai 1.350 giri/min). La potenza, 608 cv, è inferiore rispetto alla maestosa Continental GT Speed solamente di 26 cv. La trasmissione sfrutta il cambio ad otto rapporti e la trazione integrale, aiutando la Bentley a raggiungere i 100 km/h in 4 secondi tondi tondi, prendendo di petto i suoi rivali da Monaco, Stoccarda e Solihull. Ma una volta superati i 280 km/h la Bentayga non teme niente e nessuno, grazie anche all’aiuto di un notevole coefficiente di resistenza all’aria di solo 0,24.

D’accordo, una Bentley che si trova a suo agio sulle strade non è una grossa novità, ma per quanto riguarda lo sterrato? La Bentayga è appollaiata sullo stesso pianale ad interasse lungo della Q7, con cui condivide anche lo stesso concetto di Drive Dynamics Control/Drive Select. Il modello base ci permetterà di scegliere fra Sport, Comfort, Bentley (ovvero, quello che messieurs Dürheimer e Frech ritengono sia l’ideale per tutti noi) e Custom. Le specifiche All Terrain aggiungono altri quattro programmi: neve ed erba, sterrato e ghiaia, fango e trial ed infine sabbia. Nonostante l’aiuto per le discese e le sospensioni ad altezza regolabile, i fanatici del fuori strada dovrebbero lasciar stare sia il kit sportivo sia i cerchi da 22 pollici.

Se la memoria non mi tradisce, qualora voleste buttarvi nel fango vi direi di scegliere una Range Rover, ma in realtà tutte e due si trovano meglio sull’asfalto. È proprio lì che la Bentley risulta un’alternativa veramente allettante alla mastodontica Touareg V8 TDI, o alla attualmente defunta Audi Q7 a 12 cilindri. Selezionate Sport, spegnete l’ESC tenendo premuto un tasto per sette secondi fino a far accendere una spia gialla di avvertimento, e impostate il cambio su M. Adesso non vi resta che cercare una rotatoria, per poi iniziare a prendere confidenza con la vettorizzazione dello sterzo indotto dall’apertura del gas ed anche col servosterzo stesso, senza contare che da questo momento in poi, qualsiasi curva da attaccare in seconda si trasformerà in un invito per spennellare l’asfalto di strisce nere.

Ricordiamo però che la Bentayga non è l’unico SUV di lusso con manie di drift. Range Sport SVR, X6M e Cayenne GTS sono tutti pattinatori talentuosi, che riescono anche ad avere una voce ben più entusiasmante della monotòna Bentley. “Aspettate un secondo”, interviene l’ex capo del reparto R&S di Porsche, Rolf Frech. “Potevamo tranquillamente infondere un sound più aggressivo alla vettura. Ma i clienti di Bentley sono degli intenditori attenti allo stile, non dei ricchi teppistelli. Ecco perché non possiamo mai intraprendere un approccio o bianco o nero con i nostri mezzi. Una Bentley deve riuscire ad incarnare il miglior compromesso possibile fra i due estremi”.

Sotto questo punto di vista, effettivamente la Bentley risulta una via di mezzo stupefacente. È sempre onesta e trasparente, i suoi movimenti progressivi e prevedibili, con gli assistenti elettronici che si prendono una pausa quando ci sentiamo giocherelloni, vista la reattività che la vettura ha in curva e la prontezza con la quale risponde al pedale dell’acceleratore. Ovviamente bisogna essere rapidi nel recepire ed eventualmente correggere il posteriore, lontano e pesante, per evitare che l’aderenza vada in panne. L’approccio ideale in curva è di entrare lentamente per poi uscire ferocemente.

Veniamo a quello che forse è un fattore decisivo per tutte le Bentley, il design. Possiamo definirlo come un rimando al passato del lavoro di Donckerwolke, ma non è proprio il miglior lavoro del buon Luc. In realtà, però, qui c’è anche la mente e la matita di un altro grande talento del marchio, Sungyup Lee, che disegnò i concept EXP 10 e EXP 9 che mostrarono in anteprima la Bentayga, con le loro forme sfacciate e forse eccessivamente glamour. Nonostante tutto, il pubblico rispose entusiasta, il ché spiega come mai gli interni sono stati praticamente trasportati immutati sul modello di produzione, mentre all’esterno sono state operate solamente lievi modifiche. Lo stile “del vecchio mondo” sembrerebbe non trovarsi molto a suo agio in questa incarnazione, ma mi dicono che col tempo s’impara ad apprezzarlo…

Come al solito, i prezzi di Bentley sono a dir poco sproporzionati. Se due posacenere ed un accendisigaro sono “un furto” da 600 Euro, i collezionisti del settore sono stati anche invitati a pagare qualcosa come 150.000 Euro per un orologio Tourbillion di Breitling. I grandi maestri svizzeri ne costruiscono solo quattro esemplari all’anno, ed il fatto che viene proposto con la Bentayga è uno dei segnali che dimostra la rinnovata fame di mercato del marchio. Il secondo segnale è che, per il prossimo anno, tutte e 5.500 le unità che verranno prodotte sono già prenotate.

Scheda tecnica: Bentley Bentayga

Prezzo 207.500 Euro

Motore W12 5.950cc 48 valvole, 608 cv @ 5.000 giri/min, 900 Nm @ 1.350 giri/min

Trasmissione Cambio automatico ad 8 rapporti, trazione integrale

Prestazioni 4,0sec 0-100 km/h, 301 km/h, 7,63 km/l, 292g/km CO2

Peso 2.422kg

In Vendita Ora (già tutte vendute)

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