Avventura Cayenne Turbo

IL RE DELLA COLLINA

Sulle tracce dei leggendari fuoristrada Porsche nella nuovissima Cayenne Turbo

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Quattro euro, è quanto vi costerà la guida della vita. Ma almeno oggi, quattro Euro possono sembrare troppi per l’accesso a questa stupefacente strada a pedaggio. Siamo arrivati ​​alla salita di Wallberg nella Germania meridionale, come prima tappa di un frenetico viaggio che affronta tre delle salite che formavano parte del Campionato Europeo della Montagna. Tenuto su più di una dozzina di passaggi montani, il campionato era popolare alla fine degli anni ‘50, ‘60 e ‘70. È stato la consacrazione di eroi dell’automobilismo come Richard von Frankenberg, e la rovina di molti altri. Per dieci anni è stato dominato da Gerhard Mitter e Sepp Greger, che hanno gareggiato in una varietà di Porsche, dalla 718 RS60 alla 910, conquistando tre trofei ciascuno. Quale posto migliore per iniziare il nostro tour de force nella Cayenne Turbo 2018 di questo ghirigoro di 4.000 metri a malapena asfaltato?

Il Wallberg è cambiato poco negli ultimi 50 anni, ma la Porsche si è ampliata e si è evoluta in modi che erano inimmaginabili allora; le vendite della Cayenne e della Macan minimizzano quelle della 911 e della 718, i successori odierni delle piccole, leggere ed agili auto usate allora. Il limite di velocità di 50 km/h pare assolutamente troppo basso fino a quando non si dà effettivamente di acceleratore e ci si inerpica su per la strada, che è stretta ed irregolare, una facciata di roccia sulla sinistra e la strana croce di legno a destra. Fà venire i brividi pensare a quanto difficile dev’essere stato tenere in carreggiata una vettura sovralimentata e tecnicamente povera su quello stretto sentiero tra la morte e la gloria. In netto contrasto, la nostra fuoriclasse da 550 cv è dotata naturalmente di tutte le più recenti stregonerie di sicurezza, attive e passive.

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La Porsche sembra subito a suo agio su questo zigzag spruzzato di foglie bagnate. Non appena la bandiera immaginaria scende, schizza come un personaggio dei cartoni animati sparato da un cannone. Il primo tratto è lungo appena due secondi, ma è abbastanza lungo per un cambio fulmineo da prima a seconda, seguito subito dopo da un colpo duro sui freni. L’improbabile eventualità di traffico in arrivo determina la linea di corsa, rendendo uno spazio stretto ancora più stretto. Anche se la Cayenne Mk3 ha smaltito fino a 65kg (a seconda della versione e del livello delle specifiche), la bilancia indica ancora un peso massiccio di 2,2 tonnellate senza extra, che rende il rapporto tra slancio e traiettoria piuttosto delicato. Vale la pena notare che la Porsche 909 Bergspyder che ha vinto il trofeo nel 1976 era un peso piuma senza compromessi di 430kg.

Ci vogliono almeno due giri per familiarizzare con questo pericoloso tragitto. Ma una volta che la spinosa sequenza di curve, creste e salite è immagazzinata al sicuro nell’unità di memoria all’interno del vostro cervello, niente dovrebbe impedirvi di metter su una prestazione abbastanza buona da far piegare ed applaudire i vecchi abeti a bordo strada, come hanno fatto molte volte nel corso dei decenni, oppure ritrarsi con orrore quando un altro pilota con più potenza che talento fa una brutta fine. Come sempre, sono le piccole cose che vi fregano, anche se i sistemi di assistenza dell’auto del 2018 riducono notevolmente i rischi. Bisogna ancora fare attenzione a quella chiazza umida nell’ombra, ad un improvviso raggio di luce accecante mentre si approccia la Curva del Sole, nome appropriato, o ad un tratto di asfalto sgretolato a bordo strada. I sistemi di assistenza elettronici tendono a lasciar correre la Cayenne Turbo, ma quando intervengono lo fanno con rassicurante vigore e determinazione. Passate a PSM Sport, e la grossa auto eseguirà persino una sortita occasionale a trazione integrale, superando crinali come fossero boe, permettendo al peculiare slancio del trasferimento di peso di riportare il posteriore in linea. Bello. Il viaggio da Wallberg al passo Sudelfeld contiene un ricco menu di sfide da autostrade senza limiti a tratti con traffico congestionato. Appena c’è la possibilità, la Cayenne Turbo tocca la velocità massima a 286 km/h; è strano pensare che la 909, con il suo abito di plastica fragile, fosse solo 11 km/h più lenta. Responsabile del ruggito è un V8 da 4,0 litri alimentato da due turbocompressori.

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