Aventador S Tunnel Run

Roma è una città invivibile di giorno. Code e traffico apparentemente senza senso bloccano praticamente ogni singola via della città, automobilisti incapaci creano ingorghi anche negli spazi più ampi, scooter e moto si infilano millimetricamente in quelli più stretti, le precedenze sono di chi le prende e chi più ne ha più ne metta. Il tutto, ovviamente, condito da uno snervante sottofondo di clacson, urla, insulti, e ancora clacson. Il traffico è una costante, non importa a che ora tu ti sia messo al volante, tra le 7 e le 2 di notte puoi stare sicuro che troverai almeno un ingorgo. E nella maggior parte dei casi da lì a poco scoprirai che quell’ingorgo era causato da… nulla, assolutamente niente. Vivere a Roma non è facile.

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Poi però, magicamente, la città Eterna sembra fermarsi, il traffico si fa molto più regolare, gli automobilisti incapaci di prima sono già a letto, quei pochi che ancora gironzolano sembrano più interessati ad arrivare dove devono piuttosto che a rovinare la vita agli altri occupanti della strada e i pedoni non hanno tendenze suicide come di giorno, le luci giallognole illuminano ponti e monumenti, e magicamente sembra di essere in un film. Roma si trasforma in un qualcosa di magico, un equilibrio perfetto tra storia, bellezza, rispettoso silenzio.

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E poi ci sono io, che cerco di tirare giù il soffitto di alcune tra le più belle gallerie della città con una Lamborghini Aventador S blu acceso. Chi è pratico di Roma saprà che ci sono alcune gallerie splendidamente illuminate e con un asfalto così liscio che è praticamente impossibile resistere alla tentazione di accelerare anche quando si è alla guida di un’utilitaria. O forse è solo un mio problema con le gallerie e i tunnel, ma proprio non riesco a farne a meno. Quando poi dietro alla tua testa battono 740 cavalli, allora lì diventa veramente impossibile. Ed eccomi qua, per una notte potete chiamarmi il terrore di Roma.  L’appuntamento è fissato alle ore 3.00 nel punto di partenza del nostro tour. Io, emozionato come un bambino a Natale, e il fotografo, che immagino abbia passato più tempo ad immaginarmi preso da le più stravaganti sofferenze per avergli rubato una notte intera di sonno semplicemente per un mio capriccio. L’idea di base è di replicare quei video che spesso si vedono su YouTube in cui Supercar random passano – anche a velocità modesta – nei tunnel come quello di Monte Carlo, tra migliaia di persone che applaudono e impazziscono al rombo dei motori più potenti attualmente sul mercato. Solo che qui non ci sono altre macchine, e non c’è nessun appassionato se non me e chi è dietro alla reflex.

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La nostra compagna di avventure, questa notte, è la nuova Aventador S, ammiraglia di Sant’Agata che recentemente ha preso il posto della Aventador base, un’auto con cui avevo un rapporto particolare dal momento che fu il primo Toro con cui ebbi a che fare all’inizio della mia carriera. Il nuovo modello migliora praticamente in tutto, dal motore, alle linee all’aerodinamica, e se molti degli interventi non si possono vedere così ad occhio nudo, altri risaltano all’istante.

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Uno di questi è il nuovo frontale, ora più aggressivo con prese d’aria riprofilate e uno splitter più lungo che è solo il primo di una lunga lista di elementi modificati per un unico scopo: ottenere la massima efficienza aerodinamica. Un obiettivo che ha influenzato anche il posteriore, in cui ora brilla uno scintillante diffusore nero in carbonio, oltre al nuovo alettone mobile settabile in tre posizioni.

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A proposito dell'autore

Riccardo Cacace

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