Auto francesi più innovative

car TOP 10

Più spesso di quanto non si creda sono stati i produttori francesi a fare i più grandi passi in avanti, volenti o nolenti.

  1. MATRA-SIMCA RANCHO
    Una bella proposta con tutte le caratteristiche di un fuoristrada ma pensata per chi guida su strada. Era così avanti per l’epoca che se la lanciassero oggi sarebbe ancora innovativa, e sono passati 40 anni. Si poteva scegliere ogni sorta di modifica alla carrozzeria tipica dei fuoristrada ma era solo a trazione anteriore, anche nella versione con verricello.EM240624_highres
  2. RENAULT AVANTIME
    Vicina al genio nella sua originalità e pronta a sfidare la sua categoria. Basata sulla Espace, ma senza l’obiettivo di essere un’auto familiare, la Avantime del 2001-2003 aveva due portelloni larghi e ingegnosamente incernierati, senza il secondo montante e con quattro posti molto larghi, dei quali i posteriori erano posizionati più in alto rispetto agli anteriori.R_1364
  3.  CITROËN DS
    Abbiamo parlato così tanto di quest’auto che i nostri lettori affezionati conosceranno la litania a memoria: sospensioni pneumatiche autolivellanti, prima auto a montare freni a disco, servosterzo, frizione automatica, tettuccio in fibra di vetro, corpo aerodinamico… È stata in commercio dal 1955 al 1975 e ne sono state fatte parecchie versioni, con fari direzionabili dal 1967. E a differenza di molte altre auto di questo tipo, è stata un grande successo fin da subito.530464
  4. RENAULT ESPACE
    L’Espace del 1984 è il primo esempio di MPV europea. Ideata come rimpiazzo della Ranch, al gruppo PSA non piacque molto come idea e fu affidata alla Renault. Il concetto di auto MPV è molto in voga adesso, ma all’epoca è stato un bel salto nel vuoto, basato sull’idea che se ho due bambini, sicuramente avranno anche degli amici.R_1964
  5. CITROËN 2CV
    L’auto per le masse. Dal 1948, il semplice ed economico motore da 2 cilindri a V raffreddato ad aria ha trasportato generazioni di lavoratori francesi facendogli lasciare a casa il carro col cavallo o quelle stupide biciclette motorizzate. L’aspetto era tremendo e la guida era orrenda, ma portò alla ribalta gli pneumatici radiali.169333
  6. RENAULT 16
    La prima auto familiare due volume a trazione anteriore. Commercializzata dal 1965 al 1980, è stato un vero successo commerciale in tutta Europa, stimolando la domanda di un’auto moderna, pratica, confortevole ma anche un po’ divertente. Aveva anche un motore in alluminio e la ventola di raffreddamento elettrica.CHR3327
  7. RENAULT 5 TURBO
    Da non confondere con le altre R5, era la proposta con motore centrale del 1980, ed era aggressiva, almeno nel suo essere un’auto da strada. Nata come auto da Rally, ha raccolto il guanto di sfida lanciato dalla Lancia Stratos. Il motore era un 1.4 turbo da 4 cilindri, in grado di erogare 160 cv verso le sole ruote posteriori.Renault_5_Turbo_1982_at_Retromobile_2017_(1)
  8. PEUGEOT 1007
    Non è così innovativa da sembrare un’auto di un universo parallelo. È normale che le macchine di oggi abbiano le porte scorrevoli come sui furgoni, ma in questo caso parliamo delle portiere anteriori. Ha fatto scalpore nel 2005 per essere un’auto col doppio 0 in mezzo al proprio nome ma questa scelta si è rivelata essere molto controversa quando il Bond dello spot che la sponsorizzava la chiamava “uno zero zero sette” andando contro la pronuncia scelta da Peugeot che optava per “mille e sette”.THEPEUGEOT1007-Medium-6732
  9. CITROËN TRACTION AVANT
    La traduzione del nome significa trazione anteriore. Non è stata certamente la prima, ma ha commercializzato questo sistema nel mercato del 1934, insieme ad una carrozzeria composta da un unico pezzo piuttosto che da un insieme di telaio e vari pezzi montati sopra. L’effetto risultava essere buono sia per l’estetica, sia per la riduzione di peso e sia per il costo.5659
  10. RENAULT SCENIC
    L’Espace, ma più piccola. Non proprio geniale sulla carta, ma era la prima MPV compatta, lanciata nel 1996. Ha funzionato a meraviglia sia negli showroom sia su strada. A un certo punto riuscivano a venderne 2.500 al giorno. È diventata poi la Grand Espace, che aveva ancor meno senso sulla carta ma ha fatto successo altrettanto bene.R_571

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Simone Colongo

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