Auto a cuneo che hanno fatto la storia

Niente è più sorprendente di un’auto sportiva a forma di cuneo e non c’è dubbio che abbiano rivoluzionato il mercato automobilistico, in particolare il mercato delle Supercar.

  •  DeLorean DMC-12

Marty e Doc la resero famosa nel film Ritorno al Futuro. La carrozzeria della DMC-12 era stata disegnata da Giorgetto Giugiaro. Caratterizzata dalle porte ad ali di gabbiano e dalla carrozzeria in acciaio inossidabile non verniciato, riprende, i concetti base della Alfa Romeo Iguana del 1969. Ne vennero prodotte circa 9.200.

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  • Lotus Esprit

Prodotta dal 1976 al 2004 in 24 diverse varianti e 10.675 esemplari. Quando venne presentata al Salone dell’auto di Parigi nel 1975 una “testata specializzata inglese” scrisse che “era stata presentata la più eccitante e stimolante vettura sportiva inglese dai tempi della Jaguar E-Type.”

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  • BMW M1

Fu la prima Supercar della BMW. La M1 montava un motore centrale longitudinale a sei cilindri. L’origine della vettura va fatta risalire alla Turbo Concept realizzata in occasione delle olimpiadi di Monaco del 1972. La concept era equipaggiata con un motore turbo 2.0 da 200 cv, con un cambio manuale a quattro marce e già all’epoca era dotata di un sistema radar che avvisava il conducente dell’eventuale vicinanza eccessiva di un altro veicolo. Venne prodotta tra il 1978 ed il 1981 ne furono realizzate solo circa 400.

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  • Lacia Stratos

Fu la prima automobile di serie specificamente progettata per correre nei Rally, dove la Lancia Stratos costruì il suo mito a suon di vittorie. Ancora oggi stupisce per le sue proporzioni tozze e un parabrezza conico piuttosto bizzarro. La prima versione definitiva aveva il motore e la trasmissione della Ferrari Dino 246.

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  • Maserati Khamsin

Venne prodotta dal 1973 al 1982. Fu l’ultima Maserati progettata sotto la supervisione dell’ingegner Giulio Alfieri. L’originale nome deriva da quello dell’omonimo vento caldo del deserto egiziano. Il suo successo fu seriamente penalizzato dalla crisi petrolifera dell’epoca, ne furono costruiti solamente 435 esemplari.

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  • De Tomaso Pantera

Alimentata da un motore Ford V8, la Pantera fu vista da alcuni come un’alternativa alle Lamborghini, ma veniva considerata dai “puristi” una Supercar a metà. In effetti il V8 Ford non poteva raggiungere il livello tecnologico e di potenza dei V12 Ferrari e Lamborghini o dei V8 Maserati anche se aveva ampi margini di elaborazione.

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  • Ferrari Testarossa

Prodotta dal 1984 fino al 1996. Fu la prima Ferrari a portare un nome anzichè una sigla. Il nome rievoca le Ferrari che vincevano incontrastate sui circuiti di mezzo mondo alla fine degli anni 50 la cui testata era appunto verniciata di rosso. La leggenda narra che fu un meccanico a verniciarle così con della vernice che avanzava.

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  • Lamborghini Countach

È forse la più famosa delle auto a forma di cuneo. Se la Miura è stata la prima Supercar, la Countach è l’auto che ne ha definito il genere. A differenza di quasi tutti i modelli Lamborghini non porta il nome di una razza di tori ma deriva da “Contacc!”, espressione piemontese che esprime stupore e meraviglia, traducibile in italiano come “accidenti!”, che come narra la leggenda sembra sia stata pronunciata da un addetto alla sicurezza della Carrozzeria Bertone, quando venne visionato il prototipo.

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  • Isdera Imperator 108i

L’Isdera Imperator 108i è una delle meno note Supercar a forma di cuneo, costruita da un piccolo produttore tedesco negli anni ‘80. Sono stati costruiti solo circa 30 esemplari, tutti con un V8 Mercedes-Benz. Dal punto di vista delle prestazioni era paragonabile alla Lamborghini Countach e si distingueva per le portiere ad apertura ad ali di gabbiano.

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  • Vector W8

Ne sono stati prodotti solamente una ventina di esemplari tra il 1989 e il 1993. L’idea era quella di produrre una Supercar americana economica, ma ci vollero nove anni ed il prezzo fu di $400,000. Sostenevano che arrivasse ai 350 km/h grazie ad un V8 di Chevy sparato a 650 cv che si dimenava attraverso un cambio a tre rapporti.

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Naomi Circi

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