Audi Rallycross

COSA STA FACENDO AUDI?

Dopo anni in vetta alle corse endurance, Audi Sport ha virato verso la Formula E e il Rallycross. In entrambe sarà difficile fare da subito le cose in grande, ma se dovessimo scommettere punteremmo sulla disciplina con i motori ed i salti…

Si accendono le luci verdi e il gruppo scatta in avanti, toccando i 100km/h in un paio di secondi, una vettura schiacciata in mezzo ad altre due. Trema e si agita sotto sforzo, quando all’improvviso schizza via come il tappo di uno spumante, roteando velocemente ed imprevedibilmente prima di atterrare. La folla nello stadio trattiene il respiro mentre la vittima è colpita da un rivale senza colpe, una combinazione di fisica con la giusta direzione, di posto sbagliato e tempismo sbagliato per la vettura lasciata immobile sulla ghiaia.
Questo è il FIA World Rallycross dove tutto è concesso, la disciplina automobilistica che unisce corse su circuito al rally, contatti fisici presi in prestito dal football americano e attitudini mutuate dalla cultura drift. Se pur può sembrare fuori posto, è anche lo sport su cui la navigata Audi ha posto l’attenzione, e con qualche successo; tre decadi dopo il giorno in cui la prima Audi Quattro S1 lasciò le foreste del Campionato del Mondo di Rally, il pilota Mattias Ekström si appresta a vincere il terzo titolo di fila, affrontando svariate scuderie sponsorizzate con Ford Focus, Peugeot 208 e VW Polo, così come squadre private.

Il mondo non ha sentito parlare di Ekström, ma dovrebbe. Il 38enne svedese è un pilota a tempo pieno per Audi nel Campionato Tedesco Turismo (DTM) con il tipo di curriculum multidisciplinare che una volta caratterizzava talenti come Vic Elford, che vinse la prima edizione di Rallycross, tenutasi 50 anni fa nel 1967, a Lydden Hill in Kent.
Ekström ha vinto il campionato DTM due volte, affrontando piloti del calibro di Michael Schumacher per guadagnare la vittoria alla Corsa dei Campioni per ben tre volte e vincendo la 24ore di Spa nel 2011. Si è cimentato e ha impressionato nelle NASCAR, nelle V8 Supercar e nel gruppo N di Rally, e ha fatto la sua comparsa nel Rallycross per sbaragliare la concorrenza, inclusi i campioni WRC Loeb e Solberg, e lo specialista della Gymkana (del mondo automobilistico non di quello equestre) Ken Block. Quando il fine settimana del campionato mondiale di Rallycross e il DTM si sono scontrati ad Hockenheim nel 2016, Ekström prese parte ad entrambe le competizioni, vincendo nel Rallycross, e piazzandosi appena fuori la top16 nel DTM.

La stagione 2017 del Rallycross ha preso il via a Barcellona, con ulteriori 11 tappe tra i tre continenti assicurando alla serie la qualifica di un campionato mondiale secondo la FIA. Nell’area paddock della sua squadra, Ekström è socievole ed alla mano, come un Kimi Räikkönen allegro, ma così interessato a tutto – dalla direzione verso cui si sta spostando il mondo automobilistico alla macchinetta del caffe guasta – che probabilmente è stufo di lavorare o di gareggiare. Lo immaginate che parcheggia in aeroporto con il muso in avanti e paga in anticipo, solo per sfinire il proprio rivale che ha buttato 30 secondi rigirandosi mentre cerca la propria carta di credito.
“È bello ricominciare dopo la pausa invernale”, ci dice Ekström. “Puoi sentirti un re nelle prove; ma è questo il momento in cui capisci davvero di che pasta sei fatto”.
Visto che il padre di Ekström era un pilota di Rallycross negli anni 90, Ekström junior ha passato molto tempo nei paddock durante la sua giovinezza. La sua prima incursione nella disciplina risale al 2013 ai Munich X Games, tuttavia, dopo di quell’anno ha finanziato privatamente una campagna part–time nel 2014. Lo stesso anno in cui fu creato il FIA World Rallycross dall’eredità delle precedenti tappe unicamente europee e il nuovo sostenitore IMG presse il controllo.

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