Audi R8 vs McLaren 570S

Il quadro strumenti segnalava il pericolo di maltempo quando ieri sera, con l’ Audi R8, ho preso l’A1 verso Nord, in direzione di Kielder Water. Le previsioni mi concedevano solo un giorno per questa sortita, ma la mattina dopo il tempo migliora: le chiazze di neve che punteggiano la strada che si distende oltre il bacino idrico, ipnotica come l’interferenza statica su un televisore, per fortuna si sciolgono rapidamente sulla superficie congelata. Le temperature si attestano intorno allo zero mentre ci spingiamo oltre il confine scozzese. Camion carichi di legname ci passano oltre in ondate rumorose e turbolente, ricoprendo la strada di fanghiglia trasportata dalle colline appena disboscate. Inizialmente spesso, il fango si riduce quasi a zero dopo alcune curve, come quando si lava via lo sporco dal vialetto di casa. Trovare aderenza quassù è difficile, ma ciò è bilanciato dal fatto che sono strade tortuose che offrono una sfida continua, e c’è così poco traffico che il paesaggio nudo potrebbe essere scambiato per uno scenario post-nucleare.

Il V10 dell’Audi gira dolcemente dietro di me, variando dai toni gravi dei bassi regimi a un vizioso lamento a regimi alti che manderebbe in estasi un moderno pilota di F1 – e instilla appena un po’ di paura quando si scatena la furia degli 8.000 giri al minuto.

Stiamo mantenendo un buon ritmo, CAR ha messo James Taylor nella McLaren dietro, il V8 della vettura inglese è vivace, burbero e futuristico allo stesso tempo, il suo telaio comunica così intimamente con la trama della superficie stradale che non c’è paura di spalmare delicatamente le sue gomme oltre i modesti limiti. “È quella sensazione di essere inchiodati”, dice JT, “come se ci fosse uno stuzzicadenti infilzato nel centro della macchina attorno al quale tutto ruota”.

Normalmente, queste condizioni fanno pendere l’equilibrio in favore di una trazione integrale quattro. Ma spegnete tutta l’assistenza elettronica dell’Audi, arrivate con un po’ di velocità ad una curva, andate presto sull’acceleratore e la R8 drifterà lungo l’apice come nessuna Audi che abbiate mai provato prima. Tutto ciò perché questa è l’Audi R8 RWS, o Rear-Wheel Series, il primo modello di produzione a trazione posteriore dell’Audi.

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Non molto tempo fa, la RWS sarebbe stata impossibile. Il reparto prestazioni dell’Audi si chiamava Quattro GmbH, un nome sinonimo di tecnologia a trazione integrale provata in parte sui palcoscenici Rally della foresta qui intorno. Le Audi gagliarde dovevano essere a trazione integrale. Ma alla fine del 2016, l’ex dirigente Lamborghini e poi capo della Quattro, Stephan Winkelmann, ha ribattezzato la divisione Audi Sport, permettendo alle Audi ad alte prestazioni di sgrullarsi di dosso i semiassi anteriori come se avessero ritrovato la chiave di una cintura di castità.

Disponibile come Coupé o Spyder, la R8 RWS è l’R8 più leggera e più pura che si possa comprare, l’abbandono dell’hardware contribuisce ad una riduzione di 50 kg rispetto ai modelli a trazione integrale: 1.590 kg per la nostra Coupé. C’è lo stesso V10 5,2 litri ad aspirazione naturale da 540 cv come la R8 quattro non-Plus, quindi il rapporto peso-potenza migliora, sebbene lo sprint da 0 a 100 km/h scenda di un paio di decimi a 3,7 secondi per via della trazione limitata.

Il modello RWS era già lì, ovviamente: la Lamborghini Huracán da cui origina la R8 – è disponibile con trazione posteriore. L’Audi sottolinea anche che la sua R8 LMS GT3 da corsa è a trazione posteriore, se non fosse che i regolamenti di gara le hanno forzato la mano. Come la Lamborghini, l’Audi ritiene che la R8 RWS possa essere una buona auto da avere come prima R8. Con un prezzo che parte da 147.400 Euro, è quasi 30.000 Euro più economica della R8 quattro (e oltre 55.000 Euro in meno rispetto alla Plus) e optional come lo sterzo dinamico, gli ammortizzatori adattivi ed i freni in ceramica non sono disponibili. La nostra auto di prova ha optional per una cifra relativamente contenuta, 2.225 Euro vanno sugli scarichi sportivi per scatenare maestosità sonore di ogni sorta, in particolare i toni profondamente ricchi disponibili in modalità Dynamic. Solo 999 esemplari di RWS vengono assemblati quasi interamente a mano presso lo stabilimento di Böllinger Höfe della Audi Sport. Può essere che la R8 più economica sia anche la migliore? Il fatto è che semplicemente non c’è niente di simile in questa fascia mercato, a parte la Huracán, più costosa, ma troppo simile. La McLaren 570S si avvicina e vince facilmente il confronto visivo. Gli astanti sono attratti dall’abitacolo spostato in avanti, il muso basso e le sue proporzioni ribassate che comunicano immediatamente l’intento sportivo e la sua prestanza da Supercar.

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