Dopo la tempesta si conosce la quiete. Dopo i muscoli si conosce il cervello. E dopo fin troppo tempo, conoscete l’auto che potrebbe convincervi a spendere i soldi per una BMW su una berlina italiana. Quest’estate (quel periodo piovoso dopo il primo periodo piovoso dell’anno e prima degli altri due) abbiamo posto l’Alfa Giulia Quadrifoglio contro L’AMG C63 e la BMW M3, e sebbene non vinse, ricevette una menzione d’onore. Ma tanto perversamente quanto suona, è difficile concepire una grande auto per famiglie indirizzata al mercato di massa che sia al contempo una berlina strappa-pneumatici, dove il rumore, la personalità e le emozioni spezza fiato vi accompagnino a lungo. Tornando nel mondo reale, l’Alfa ha davvero un duro compito da portare a termine. Qui è dove risiedono i volumi, dove si fanno i soldi e dove i clienti sono pieni di scelte e più esigenti di un giudice di Bake Off. Per avere successo qui la Giulia ha bisogno di avere i giusti numeri ecologici, deve garantire dei buoni consumi e non ingrassare troppo gli esattori delle tasse. Deve essere pratica, attraente tanto all’esterno quanto all’interno e riempita di gingilli per mantenere elevato l’interesse del guidatore. Allora e solo allora, dovrebbe preoccuparsi della dinamica, per assicurare il divertimento in una berlina sportiva. Per lo meno questa è la filosofia di Audi, e ha servito bene la A4. Ma Alfa non è d’accordo. Pensa che la dinamica, insieme alla suggestione visiva di queste qualità dinamiche è abbastanza importante da giustificare l’abbandono del progetto di un’auto a trazione anteriore in favore di una a trazione posteriore, e sembra che ci sia spazio sul mercato per un po’ di passione italiana….

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